giovedì 12 gennaio 2017

Area FAQ e il Bando delle M04.1

Spett.le Assessorato Regionale all'Agricoltura,

lo scrivente, Dott. Agr. Iunior Angelo Moscarelli, iscritto all'albo dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Palermo alla sez. B, numero 1569,

Visto il Quadro Strategico Comune (art. 10 Reg. CE 1303/13)
Visto l'Accordo di Partenariato (Reg. CE 1303/13)
Vista la revisione del PSR Sicilia pubblicata in data 29/12/16 (PSR 2.1)
Vista la decisione UE 8969 del 20/12/16
Vista la Priorità 2A della Decisione UE n.8969 del 20/12/16
Visti i regg. n. 1305, 1306 e 1307 del 2013
Visto l'Obiettivo Tematico n.3 (OT3) al paragrafo “Linee di indirizzo strategico per le politiche di sviluppo rurale e per la pesca e acquacoltura” al punto b) : “il potenziamento degli investimenti nelle filiere agricole, agroalimentari e forestali e della pesca e dell’acquacoltura con l’obiettivo di generare effetti diffusi sulla vitalità delle imprese e sul miglioramento complessivo della competitività dei territori.” 

Considerato che tutta la legislazione succitata indica chiaramente a chi deve recepire per elaborare i bandi di potenziare la produttività nelle aree marginali (Allegato I del PSR sicilia e Zone C e D) mediante il massimo sostegno possibile.

Considerato che a pagina 11 delle disposizioni attuative della M04.1 pubblicate dalle SSLL, viene riportato "Per quanto riguarda le opere edili, impianti, macchine e attrezzature relative alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti, la maggiorazione del 20% riguarderà solo gli interventi sovvenzionati nell’ambito del PEI in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura.".

Considerato che siamo all'anno 2017 e che le SSLL hanno destinato appena 100 milioni di € per la M04.1, rispetto al totale del plafond.

Considerato che nella sezione “licenza d’uso” della piattaforma Bilancio Semplificato INEA, nel paragrafo “Accordo di licenza” è riportato quanto segue: “È vietata l'utilizzazione dell’applicazione in forme diverse da quelle autorizzate dalla presente licenza.” e ancora, nella sezione “Privilegi concessi”: “L'INEA acconsente che l'utente finale utilizzi l’applicazione web sia nell'ambito della gestione della propria azienda agricola, sia nell'ambito didattico e formativo, fermo restando che da tale utilizzo non devono derivare proventi di alcun tipo e, soprattutto, economici e/o finanziari, diretti o indiretti.”.

chiedo gentilmente alle SSLL:

- è legittimo da parte dei professionisti l'uso della piattaforma INEA Bilancio Semplificato?

- le spese sostenute dal professionista per la compilazione di tale piattaforma (stima di ogni minima cosa presente in azienda) a carico di chi sono? e sono rimborsabili dalla M04.1?

- se a carico del richiedente, è normale che le SSLL mettano questa difficoltà di accesso ai bandi, visto quanto previsto dal QSC, dall'Accordo di partenariato, dal PSR approvato e dai regolamenti UE?

- perchè gli imprenditori laureati in area scientifica non possono beneficiare di punteggio aggiuntivo?

- perchè gli imprenditori operanti in zone svantaggiate (C e D) o in comuni presenti nell'Allegato I del PSR Sicilia non possono godere di punteggio aggiuntivo, viste le oggettive difficoltà di sviluppo?

- perchè gli imprenditori che intendono dare valore aggiunto ai propri prodotti mediante la lavorazione, trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti agricoli non possono beneficiare del 70% di contributo per strutture e macchinari se in zona svantaggiata o se giovani?

- perchè il plafond a disposizione è solo 100.000 di € e non 420.000?

- un'azienda in conversione biologica (da giugno 2016) ha diritto al punteggio aggiuntivo, se ancora, per ovvi motivi, non ha fatturato biologico? se no perchè?

- un'azienda che aderisce a Gennaio 2017 a una IGP ha diritto al punteggio aggiuntivo previsto per le certificazioni di qualità, seppur, per ovvi motivi, non ha ancora emesso fattura di prodotto IGP? se no, perchè?

- un'azienda che produce in più comparti produttivi, che assoggetta all'IGP un piccolo ramo della propria azienda (es. 1 Ha di uliveto), pur continuando la propria attività prevalente (es. coltivazione di 30 Ha di cereali), ha diritto al riconoscimento del punteggio IGP? se no, perchè?

- un'azienda che acquista macchine per la potatura elettriche, ha diritto ad un punteggio aggiuntivo rispetto a chi acquista macchine endotermiche? se no, perchè?

- un'azienda che acquista macchinari per la razionalizzazione dell'impiego di agrofarmaci ha diritto a un maggiore punteggio? se no, perchè?

- un'azienda che ha beneficiato del PRS 2017-13, in che modo può essere ceduta (ad es. al figlio) per partecipare alla M04.1? Quali sono le restrizioni?

- un'azienda che ha beneficiato del PSR 2007-13, può partecipare al bando per la M04.1?

Vi ringrazio per la cortese attenzione.

--
Cordialmente,

Angelo Moscarelli

giovedì 29 dicembre 2016

Decisione CE n.8969 e Modifiche PSR approvate: pubblicato il PSR Sicilia 2.1

Sul sito istituzionale sono stati pubblicati alcuni aggiornamenti circa le modifiche proposte dall'assessorato e accettate dall'UE.

Sicuramente importante l'abbassamento della soglia di PST per l'accesso al bando da parte delle piccole aziende, peraltro molto diffuse in sicilia.

Ma alcune grosse incongruenze con le priorità della decisione permangono, ed in particolare nelle disposizioni attuative della M04.1 ho segnalato:

Spett.le Ordine,

Ad integrazione di quanto vi ho già comunicato, e su richiesta da parte del Presidente, Prot. n. 3373/16, considerato che sul sito istituzionale è stato pubblicato il PSR 2.1 e le decisioni CE del 20/12/16 n.8969, vi suggerisco di valutare quanto segue:

A pagina 11 delle disposizioni attuative, al primo capoverso v'è scritto:

"Per quanto riguarda le opere edili, impianti, macchine e attrezzature relative alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti, la maggiorazione del 20% riguarderà solo gli interventi sovvenzionati nell’ambito del PEI in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura."

Ciò appare in contrasto con le Priorità fornite dal legislatore Europeo, che intende incentivare chi vuole creare valore aggiunto trasformando, commercializzando il proprio prodotto (Es. Proprità 2A  della decisione CE 8969 del 20/12/16), e comunque tale affermazione non trova riscontro alcuno nel PSR Sicilia 2.1 approvato il 29/12/2016 e pubblicato il 29/12/2016 che recita quanto segue.

Tra le spese ammissibili:
"acquisizione, costruzione e/o miglioramento di beni immobili al servizio della produzione,
dell’attività di allevamento, della lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei
prodotti; l’acquisto dei suddetti immobili è consentito esclusivamente nel caso in cui gli stessi
siano connessi e funzionali agli investimenti proposti, nei limiti e alle condizioni previste dalla
normativa europea;
 realizzazione di nuovi impianti colturali, nonché la ristrutturazione e la riconversione colturale e
varietale di colture poliennali, l’acquisto di macchine ed attrezzature agricole nuove, di impianti,
macchinari e attrezzature nuove per la conservazione, lavorazione, trasformazione e
commercializzazione di prodotti di cui all’allegato I del TFUE. Sono ammissibili solo macchine e
attrezzature di tecnologia superiore di quella utilizzata prima dal beneficiario in termini di
produttività, risparmio energetico o effetto sull’ ambiente;
- realizzazione di strutture e dotazioni per la logistica aziendale; in particolare investimenti per la
concentrazione, lo stoccaggio, la conservazione, il condizionamento (catena del freddo),
l’imballaggio, la movimentazione interna dei prodotti, compresi i programmi informatici specifici
(hardware e software) per la gestione delle predette fasi."

E i livelli contributivi indicati per tali azioni sono i seguenti:

"Il livello contributivo è pari al 50% del costo dell’investimento ammissibile Sulla base di quanto previsto
dal par. 3 art. 17 del Reg. (UE) n. 1305/2013, l’aliquota di cui sopra potrà essere maggiorata di un ulteriore
20% nei seguenti casi:
a) investimenti ammissibili realizzati da giovani agricoltori quali definiti nel Reg. (UE) n. 1305/2013
o che si sono già insediati durante i cinque anni precedenti la domanda di sostegno; in questo caso i
richiedenti devono soddisfare tutte le condizioni che concorrono alla definizione di giovani
agricoltori di cui all'art. 2, punto 1, lett. n), del Reg. (UE) n. 1305/2013, compreso il requisito
dell'età, ad eccezione del solo requisito relativo all’insediamento.
b) investimenti collettivi e dei progetti integrati che coinvolgono un sostegno in più di una misura.
c) investimenti ammissibili in zone montane, zone soggette a vincoli naturali significativi diverse
dalle zone montane e zone soggette ad altri vincoli specifici (Allegato 1 al PSR).
e) interventi sovvenzionati nell’ambito del PEI in materia di produttività e sostenibilità."

Per cui si chiede gentilmente la rimozione integrale dalle disposizioni attuative delle parole:

"Per quanto riguarda le opere edili, impianti, macchine e attrezzature relative alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti, la maggiorazione del 20% riguarderà solo gli interventi sovvenzionati nell’ambito del PEI in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura."

Poste a pagina 11 del documento.

giovedì 22 dicembre 2016

204 € a Ettaro in più se assoggetti al regime di qualità IGP i tuoi oliveti.

Se sei un olivicoltore devi sapere che se ti assoggetti ad un sistema di qualità DOP o IGP, l'AGEA erogherà altri 204€ a ettaro di premio.

L'assoggettamento, presso uno degli enti di controllo, costa poco. Circa 35 € il primo anno e poi 15€ annui (varia in funzione della superficie).

Per fare ciò necessita l'aggiornamento della superficie olivetata a fascicolo aziendale, e dunque un tecnico agricolo che ti faccia la relazione agronomica per effettuare tale aggiornamento al CAA.
Sono permesse solo alcune varietà, il territorio è quello regionale, e devi sottostare al disciplinare di produzione.

Per saperne di più contattami

3886537597 - angelo.moscarelli@gmail.com

oppure chiedi al tuo CAA di fiducia.

mercoledì 30 novembre 2016

Se vince il SI a rischio i pagamenti AGEA 2021, le future politiche di mercato e di sviluppo rurale?

Come un pò tutti sanno, l'UE emana regolamenti o direttive che in un modo o nell'altro, per un motivo o per un altro, devono essere recepiti dagli stati membri per stabilire alcuni dettagli che hanno spesso effetti molto importanti per l'economia del paese.

Nel settore agricolo ancora di più, se pensiamo che per es. nelle politiche di mercato della PAC 2014-2020, l'Italia si è trovata ad affrontare importanti decisioni come la regionalizzazione, che detta in soldi spicci sarebbe il premio unico a ettaro uguale per tutti (con un procedimento graduale), si è trovata a scegliere quali degli aiuti disaccoppiati non obbligatori inserire nel calcolo del Premio Unico Aziendale, si è trovata a decidere in che modo rimodulare i fondi e applicare le condizionalità.
Tradotto in soldi spicci ha deciso di quanto saranno ridotti i contributi a ettaro troppo alti, quanti quelli troppo bassi, chi abbia diritto di riceverli (definizione di agricoltore attivo) e come attuare la figura di "agricoltore custode dell'ambiente" con l'applicazione del Greening.
Insomma, tutte cose che hanno influito notevolmente sulla vita dell'agricoltura, e sono solo un piccolo esempio.

Per collegarci al referendum prendiamo un passaggio fondamentale, a mio modo di vedere, che inserisce in costituzione un vincolo, non da poco, con l'Europa.
All'Art. 55 della nuova riforma proposta dal Primo Ministro Renzi e dalla Ministra alle Riforme Boschi, su cui si esprimerà Domenica 4 dicembre dalle 8 alle 23 il popolo italiano è riportato quanto segue:

"Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l’Unione europea."

e ancora all'Art. 70:

"La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi(....) per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea (....)"

Dunque il Bicameralismo permane per l'attuazione delle normative delle politiche UE, che se ci pensiamo regolamentano quasi tutto, ma non permane tale a quale a prima, ma viene peggiorato enormemente.

Portando con i piedi per terra la cosa, è chiaro che con il combinato disposto, con i numeri che abbiamo oggi, il governo non avrebbe governabilità e che Camera e Senato potrebbero andare in disaccordo sul recepimento di qualche normativa Europea, in quanto, ribadisco, in questa materia il Bicameralismo permane, ma con regole diverse e confuse.
Infatti, mentre con la "vecchia costituzione" (quella attualmente in vigore), in caso di dissenso tra le due Camere che hanno potere legislativo, dava chiaramente una soluzione da intraprendere, la nuova costituzione che sarebbe in vigore, da 10 possibili Iter legislativi diversi (alcuni costituzionalisti, a dire il vero, dicono 7, altri più di 10, comunque sempre di più di 1 che era quello di prima), che in taluni casi prevedono farraginose e lunghissime procedure, di cui, parola di molti costituzionalisti, non si capisce granché.

Infatti, secondo i sondaggi, al governo andrebbe il M5S, che con l'Italicum avrebbe maggioranza assoluta alla Camera, ma non avrebbe maggioranza assoluta in Senato, in quanto al momento si è calcolato che circa 65 "nuovi senatori" saranno di provenienza PD.

Mettere assieme tutte queste possibilità realistiche porta a riflettere su un aspetto, apparentemente molto lontano, ma realisticamente possibile. Il fatto che, come avvenuto sempre nella storia delle riforme della PAC, l'UE ci chiederà di decidere alcuni aspetti. A maggior ragione ora che siamo all'inizio della fase di revisione della PAC 2014-2020.
Dunque, qualora il Senato si dovesse trovare in divergenza con la Camera per motivi politici, o qualora non si trovi in accordo per motivi tecnici, su un provvedimento per il quale ha potere legislativo, su chi graveranno i ritardi e le eventuali crisi di governo?
Su chi aspetta la regolamentazione per ricevere il premio unico aziendale o su chi attende un piano di sviluppo rurale per ammodernare la propria azienda.

Quindi, vista la grande incertezza e confusione, anche nelle vesti di Agronomo mi sento spassionatamente di consigliare di votare NO a tutto il settore Agricolo, in quanto un rallentamento delle politiche di mercato e di sviluppo rurale, che in tutta europa vanno a 100 all'ora, potrebbe causare notevoli disagi agli agricoltori e allevatori e a cascata a tutti i servizi annessi e connessi.

Vuoi rischiare? io NO

mercoledì 2 novembre 2016

Prezzo del Grano duro in salita, ma non grazie alla fregatura del decreto grano.

Il prezzo del grano riprende un pò quota, dopo il lungo stallo a 0,16 - 0,17 per l'agricoltore, oggi siamo già a 0,20 abbondanti a Palermo e quasi a 0,22 a Bologna.
Ma ciò è puramente un fenomeno di mercato, non certo, come sostengono alcuni, merito dell'intervento del governo col decreto grano duro, che di seguito analizzo.

(Grafico di mia elaborazione, Fonte dei prezzi la camera di commercio di catania)

Qui un estratto del "Terra e Vita" sul decreto grano duro:
"La crisi del grano duro picchia forte, con una stagnazione del mercato che dobbiamo tornare a luglio 2010 per riscontrare prezzi così bassi.
Il prezzo del grano duro è sceso da 315 euro/ton del luglio 2015 a 178 euro/ton del settembre 2016 (Fonte: Ismea). In pratica i prezzi si sono quasi dimezzati. La crisi del mercato deriva da un raccolto mondiale eccezionale, ma l’Italia sconta anche una cronica debolezza strutturale nella scarsa capacità di organizzare l’offerta nazionale.
Per affrontare questa situazione, il Governo nazionale ha cercato di trovare una risposta, seppure parziale: un fondo di 10 milioni di euro, che consentirà di erogare un aiuto fino a 100 euro/ha (per un massimo di 50 ettari) a favore degli agricoltori che sottoscrivono contratti di filiera del grano duro.
Il sostegno al comparto cerealicolo.
Nel decreto legge “enti locali” dello scorso luglio è stato inserito un fondo di 10 milioni di euro destinato ad interventi a sostegno del comparto cerealicolo (articolo 23-bis del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160).
L’attuazione di questo fondo richiede un decreto emanato dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
La Conferenza Stato-Regioni del 30 settembre 2016 ha approvato il decreto ministeriale che fissa criteri e modalità di ripartizione delle risorse del fondo di 10 milioni di euro."

Ma è opportuno osservare che:
- in italia si coltivano circa 1,5 milioni di ettari a grano duro.
- il fondo di dotazione è di soli 10 milioni di euro, che garantisce dunque 100 euro a ettaro se i richiedenti sono fino a 100.000 ettari ovvero il 6,6% delle superfici.
- a esaurimento del fondo, si suddivideranno i fondi in egual modo tra tutti, quindi se per esempio a chiedere aiuto mediante questi contratti fossero un terzo delle aziende, in realtà il premio a ettaro sarebbe di 20€ a ettaro.
- per partecipare l'agricoltore è obbligato ad acquistare seme certificato con una maggiorazione di costo a ettaro media di € 25 (variabile), o addirittura di almeno 100 euro se si potesse usare grano da rimonta prodotto in azienda l'anno prima.
- se sei fortunato, chiedi aiuto, siete aziende per massimo 100.000 ettari, riuscendo ad arrivare ai famosi 100€ ad ettaro, ma piuttosto che usare da seme il grano prodotto l'anno prima, devi acquistare certificato, spenderai sempre più di quanto hai ricevuto.
- se il prezzo sale hai un contratto vincolante e perdi soldi.
- quasi quasi speri che il prezzo scenda o si mantenga ai livelli a cui hai fatto il contratto.
Dunque il governo farebbe bene a prendere iniziative diverse piuttosto che spendere soldi in maniera poco intelligente, che di certo non aiutano l'economia dell'agricoltore, ma solo delle aziende sementiere, e forse della qualità delle produzioni delle aziende di trasformazioni alle quali è comunque consentito effettuare bland.
Avrebbe potuto, ad esempio, spendere quei soldi investendoli in controlli sulle navi cargo per stanare partite con micotossine sopra i livelli sogli stabiliti dal Reg. UE 1881/06, oppure in ricerca e politica per mettere quante più barriere non tariffarie possibili (concentrazione di glifosate e micotossine) ai fini della riduzione dell'offerta nel mercato interno per via di riduzione di importazioni dall'estero.
Ciò a tutela di economia interna e della salute, senza corrodere i rapporti internazionali.

lunedì 24 ottobre 2016

PSR in pillole: sottomisura 6.4 finanziamenti per agriturismi, fattorie didattiche e attività di diversificazione

Tra le tante prospettive della nuova programmazione, poniamo un focus sulla sottomisura 6.4, che finanzia le attività di diversificazione della produzione di reddito delle attività agricole, mediante l'esercizio di attività connesse all'agricoltura come le attività agrituristiche, le fattorie didattiche, la produzione di energia rinnovabile.

Ecco le diverse opzioni possibili in funzione della tipologia aziendale:

Contributo economico
Per l’avvio sono previsti degli aiuti alle start up e ai giovani se si accoppiano le sottomisure 6.2 e 6.1:

- 20.000€ a fondo perduto per ogni socio + 70% (Pacchetto start up + pacchetto giovani - sotto i 40 anni)
- 45% per attività agrituistiche di persone sopra i 40 anni
- 70% delle spese sostenute (se pacchetto giovani soltanto)

Il sostegno potrà essere concesso con le seguenti aliquote:
- per le attività di agriturismo e di turismo rurale con un’intensità di aiuto del 45%;
- per le attività di trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli nelle zone rurali: con
un’intensità di aiuto del 50% .
- per le attività di produzione di energia rinnovabile, il sostegno previsto può essere concesso con gli aiuti “de minimis” con un’intensità di aiuto del 75%.
Inoltre, in alternativa a di quanto sopra, il sostegno previsto in tutta l’operazione e può essere concesso con gli aiuti “de minimis” con un’intensità di aiuto del 75%.
Nel caso di applicazione del regime de minimis l’importo complessivo dell’aiuto concesso ad un’impresa unica non può superare i 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari.

Per gli specifici regimi di aiuto si rimanda a quanto riportato nel cap. 13 del Programma.
Nel caso in cui l’operazione concorra alla realizzazione del pacchetto giovani agricoltori insieme, oltre che alla operazione 6.1, anche ad almeno una operazione di un’altra misura del Programma, si applicheranno le condizioni previste per i progetti integrati in tal caso l’aliquota sarà pari al 70% (cfr. Art. 11. 3, Reg. UE 808/2014).

Beneficiari
Agricoltori o coadiuvanti familiari.
Può essere considerata "coadiuvante familiare" qualsiasi persona fisica o giuridica o un gruppo di persone
fisiche o giuridiche, qualunque sia la natura giuridica attribuita al gruppo e ai suoi componenti
dall'ordinamento nazionale, ad esclusione dei lavoratori agricoli. Qualora sia una persona giuridica o un gruppo di persone giuridiche, il coadiuvante familiare deve esercitare un'attività agricola nell'azienda al momento della presentazione della domanda di sostegno.

Spese ammissibili
Sono ammissibili le seguenti spese:
- ristrutturazione, recupero, riqualificazione e adeguamento di fabbricati e manufatti aziendali esistenti, e delle relative aree di pertinenza;
- acquisto di nuovi macchinari, attrezzature e mobilio da destinare allo svolgimento degli interventi di
progetto;
- acquisto di hardware e software finalizzati alla gestione delle attività extra-agricole;
- realizzazione siti internet e di tutte le nuove forme di promozione online, ad esclusione dei costi di
gestione;
- l’installazione e ripristino di impianti termici e telefonici dei fabbricati, nonché la realizzazione di servizi e dotazioni durevoli necessari per l’attività da realizzare;
- realizzazione di opere connesse al superamento di barriere architettoniche e di prevenzione dei rischi, rientranti nelle spese riguardanti il miglioramento del bene immobile, con conseguente innalzamento del livello di fruibilità;
- opere e attrezzature connesse alle attività da realizzare: supporti audio-visivi e multimediali, cartelloni, mini laboratori da campo, kit didattici, arredi, allestimento di locali e spazi per la degustazione e assaggio di prodotti realizzati in azienda, punti commerciali aziendali destinati alla vendita di prodotti prevalentemente realizzati dall’impresa, giardini didattici;
- centrali termiche con caldaie alimentate prevalentemente a cippato o a pellets;
- impianti ausiliari finalizzati alla realizzazione delle tipologie previste ai punti precedenti e impianti di cogenerazione per la produzione combinata di elettricità e calore da fotovoltaico e minieolico con percentuale minima utilizzata di cogenerazione termica non inferiore al 40% (cfr. art. 13 Reg. UE 807/2014). spese generali e di progettazione collegate alle spese di cui ai punti precedenti nel limite massimo del 12%dell’importo dell’investimento.