martedì 27 marzo 2018

Sottomisura 16.3 - Cooperazione per le imprese. 100% a fondo perduto, fino a 100.000, per chi coopera!

L'ultimo giorno utile per l'inoltro ed il rilascio della domanda sul SIAN (sistema informativo agricolo nazionale) è il 11/04/18.

La sottomisura 16.3 prevede un rimborso fino a 100.000,00 per 2 anni o di 50.000,00 per un anno, al 100%, per tutte le spese sostenute dal costituito o costituendo gruppo di imprese.

Infatti più imprese possono condividere attrezzature, macchinari, manodopera, ed organizzare il ciclo produttivo nello spazio e nel tempo, in maniera coordinata per trarre maggiori profitti dalla concentrazione dell'offerta, dallo sviluppo di masse critiche e dalla riduzione dei costi di esercizio.

In particolare la misura finanzia:

- Studi di fattibilità;
- Costitutizione del partenariato;
- Animazione del territorio e pubblicizzazione per la commercializzazione;
- Spese di costituzione;
- Spese di esercizio (contabilità);
- Costi del personale che coordina le imprese;
- costi sostenuti per workshop, seminari ed eventi condivisi, ivi compresi materiali di cancelleria;
- Missioni e trasferte;
- Spese bancarie;
- Spese amministrative;


I requisiti sono:

- Almeno 5 imprese ed almeno 1 con ATECO 01 (agricola);
- Possesso di fascicolo aziendale o fascicolo aziendale anagrafico o del partenariato esistente, o di tutti i soggetti del costituendo partenariato;
- Redazione del progetto (cronoprogramma, regolamento interno, partenariato, etc..)
- organico inferiore a 10 persone e fatturato inferiore a 2 milioni di euro;

Clicca qui per scaricare bando e disposizioni attuative

info:

angelo.moscarelli@gmail.com
3886537597

venerdì 23 febbraio 2018

Proroga dell'operazione 6.4c: scadenza del rilascio della domanda al 18/04/2018

Sul sito del psr è stato pubblicato il 19/02/2018 l'avviso che proroga i termini per il rilascio della domanda sul SIAN dal 20/02/2018 al 18/04/2018.

Consigli pratici:

- Aprire P.Iva e fare l'iscrizione camerale come impresa inattiva;
- Definire i dettagli progettuali in maniera tale da ottimizzare punteggi e redditività del progetto;
- Predisporre e inoltrare al SUAP (Art. 2 D.p.R. n. 160/2010) i procedimenti utili al rilascio della ricevuta ai sensi del D. lsg n. 126 del 30/06/2017 (Es. SCIA).
- Procurarsi n. 3 preventivi di spesa in concorrenza (tre ditte diverse, stessi articoli nei preventivi) corredati di: data, n. progressivo, validità (consigliato almeno 90 giorni), pagamento Bonifico o Assegno, condizioni di consegna (es. consegna gratuita). Altro consiglio: i preventivi devono riportare firma e timbro originali delle ditte che emettono i documenti.


Per qualsiasi necessità resto a disposizione per ulteriori chiarimenti:

angelo.moscarelli@gmail.com

3886537597 (preferisco primo contatto su Whatsapp o Telegram)

lunedì 19 febbraio 2018

PO FESR - 75% in conto capitale - Avviso 3.1.1-3



Ecco l'elenco delle attività ammissibili al finanziamento:

B) estrazione di minerali da cave e miniere;
C) attività manifatturiere;
D) fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata;
E) fornitura di acqua, reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento;
F) costruzioni
G) commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli;
H) trasporto e magazzinaggio;
I)  attività di servizi di alloggio e ristorazione;
J)  servizio di comunicazione e informazione;
M) attività professionali, scientifiche e tecniche;
N) noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese;
Q) sanità e assistenza sociale;
R) attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento;
S) altre attività di servizi, con esclusione dei codici 94 e 96.09.03.

Scadenza: 12/03/2018

Gli aiuti di cui al presente Avviso sono concessi nella forma di contributi in conto capitale fino a una misura massima pari al 75% della spesa ritenuta ammissibile a seguito di valutazione e sulla base di quanto previsto dal comma 2 dell'art. 3 del Reg. n. 1407/2013 “de minimis” e secondo la definizione di “ impresa unica” di cui al comma 2 dell’art. 2 del Regolamento sopra citato.
Il contributo non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici, nazionali, regionali o comunitari, per le stesse spese ammissibili.

Le spese ammissibili a contributo sono le seguenti: 
opere edili di ristrutturazione su edifici già esistenti nella misura massima del 40% del progetto ammesso, impianti, macchinari, attrezzature nuovi di fabbrica e conformi alle normative comunitarie, software, servizi ecommerce, servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione (tali servizi non sono continuativi o periodici ed esulano dai costi di esercizio ordinari d’impresa connessi ad attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale e la pubblicità). 
Ai fini della determinazione dell’ammissibilità della spesa si applicano, per quanto pertinenti, anche le seguenti norme: 
• Reg. n. 1303/2013 artt. 67 – 70;
• Reg. n. 1301/2013 art. 3.
Non sono ammissibili a contributo FESR le voci seguenti e comunque qualsiasi altra spesa non compatibile con l’azione in questione:
a) gli interessi passivi; 
b) l’imposta sul valore aggiunto; 
c) l’acquisto di mezzi targati.

Ulteriori info:

angelo.moscarelli@gmail.com 


lunedì 22 gennaio 2018

Bando ISI-INAIL dal 40% al 50% a fondo perduto fino a 60.000€ in Agricoltura.

Il 20/12/2017 è stato pubblicato il bando ISI INAIL, che prevede diversi assi di intervento, tra cui l'asse 5 che è dedicato all'agricoltura.
In particolare l'Asse 5 (5.1 e 5.2) prevede aiuti nella misura del: 40% per i soggetti destinatari dell’Asse 5.1 (generalità delle imprese agricole) e del 50% per i soggetti destinatari dell’Asse 5.2 (giovani agricoltori). In ogni caso, il finanziamento massimo erogabile è pari a Euro 60.000,00; il finanziamento minimo è pari a Euro 1.000,00.

Ciò significa che:

- i giovani agricoltori possono arrivare ad un massimo di imponibile di € 120.000,00, di cui 60.000,00 di contributo, iva esclusa;
- i non giovani, possono arrivare ad un massimo di imponibile di € 150.000,00, di cui 60.000,00 di contributo iva esclusa.

Clicca qui per vedere i parametri per l'attribuzione del punteggio.

Cliccando qui è possibile accedere a tutti i dettagli del bando, ma in questo post vi accenno le cose che ritengo più interessanti.

Per i progetti per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione
agricola primaria dei prodotti agricoli (di cui all’Allegato 6), i soggetti destinatari dei
finanziamenti sono esclusivamente le micro e piccole imprese, operanti nel settore
della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli, iscritte nella sezione speciale
(Imprenditori agricoli, Coltivatori diretti, Imprese agricole) del Registro delle Imprese o
all’Albo delle società cooperative di lavoro agricolo, in possesso dei requisiti di cui al
successivo articolo 7, della qualifica di imprenditore agricolo di cui all’articolo 2135 del
codice civile e titolari di partita IVA in campo agricolo, qualificate come:
 Impresa individuale,
 Società agricola,
 Società cooperativa.
Le imprese destinatarie dell’Asse 5.2 (giovani agricoltori) devono inoltre avere al loro
interno la presenza di giovani agricoltori6 come di seguito indicato:
 in caso di impresa individuale: il titolare deve possedere la qualifica di imprenditore
agricolo ed un’età non superiore ai quarant’anni7 alla data di chiusura della
procedura informatica per la compilazione delle domande;
 in caso di società semplici, in nome collettivo e cooperative: almeno i due terzi dei
soci devono possedere la qualifica di imprenditore agricolo e un’età non superiore
ai quarant’anni alla data di chiusura della procedura informatica per la compilazione
delle domande. Per le società in accomandita semplice la qualifica di imprenditore
agricolo e un’età non superiore ai quarant’anni può essere posseduta anche dal solo
socio accomandatario; in caso di due o più soci accomandatari si applica il criterio
dei due terzi di cui al primo periodo;
 in caso di società di capitali: i conferimenti dei giovani agricoltori con qualifica di
imprenditore agricolo ed età non superiore ai quarant’anni alla data di chiusura della
procedura informatica per la compilazione delle domande devono costituire oltre il
50 per cento del capitale sociale e gli organi di amministrazione della società devono
essere costituiti in maggioranza da giovani agricoltori con qualifica di imprenditore
agricolo ed età non superiore ai quarant’anni alla data di chiusura della procedura
informatica per la compilazione delle domande.


A partire dalla data del 19 aprile 2018 e inderogabilmente fino alle ore 18:00 del giorno
31 maggio 2018 sul sito www.inail.it – sezione “accedi ai servizi online” – i soggetti
destinatari registrati avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà
loro, attraverso la compilazione di campi obbligatori, di:
 effettuare simulazioni relative al progetto da presentare;
 verificare il raggiungimento della soglia di ammissibilità;
 salvare la domanda inserita;
 effettuare la registrazione della propria domanda attraverso l’apposita funzione
presente in procedura tramite il tasto “INVIA”.
Dopo le ore 18:00 del 31 maggio 2018 le domande salvate non saranno più modificabili.
Dal 7 giugno 2018 i soggetti destinatari che:
 hanno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista;
 hanno salvato definitivamente la propria domanda effettuandone la registrazione
attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “INVIA”;
 soddisfano i requisiti previsti per il rilascio del codice identificativo;
potranno accedere all’interno della procedura informatica per effettuare il download
del proprio codice identificativo che li identificherà in maniera univoca. La stessa
procedura, mediante un’apposita funzionalità, rilascerà un documento contenente tale
codice che dovrà essere custodito dall’impresa e utilizzato nel giorno dedicato
all’inoltro telematico.


Tra i requisiti si ricordano.

- regolarità contributiva;
- regolarità con assunzioni e normativa sulla sicurezza (DVR, dichiarazioni giornate da denunzia aziendale, visite mediche per gli operai, RSSP, primo soccorso, antincendio, patentino fitosanitario, ecc..)

info:
angelo.moscarelli@gmail.com



mercoledì 17 gennaio 2018

Energie da fonte rinnovabile: 75% a fondo perduto in zona rurale

Sono in scadenza alcuni interessantissimi bandi per lo sviluppo delle zone rurali.

Infatti il P.S.R. Sicilia, oltre a finanziare progetti per l'agricoltura, finanzia anche progetti per lo sviluppo rurale e per l'ampliamento dei servizi e delle strutture in zona rurale.

Le zone rurali, sono identificate nell'allegato 6 del P.S.R. Sicilia, e sono i Comuni delle Aree C e D, ove è possibile effettuare i seguenti investimenti:


- Ristrutturazione e miglioramento di beni immobili strettamente necessari ad ospitare gli impianti e
annesse nuove costruzioni purché strettamente legate agli impianti di produzione di energia, la cui spesa ammissibile non potrà superare il 20% dell’importo di progetto;
- Opere murarie, edili e di scavo per la realizzazione delle reti di distribuzione;
- Acquisto di nuovi impianti, macchinari, attrezzature e forniture per la produzione di energia compresi quelli per la lavorazione e la trasformazione della materia prima;
- Acquisto di hardware e software necessari all'attività; 
- Impianti di lavorazione di biomasse agro-forestali, purchè inseriti nel processo di produzione di
energia;
- Centrali termiche con caldaie alimentate prevalentemente a cippato o a pellets, aventi potenza massima di 1 MW elettrico;
- Impianti per la produzione di energia da biomassa, aventi potenza inferiore ad 1 MW;
- Impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, aventi potenza massima di 200 KW per il fotovoltaico e di 60 KW per il minieolico, con divieto di realizzare impianti fotovoltaici a terra;
- Impianti a biogas di potenza massima di 250 KW alimentati da sottoprodotti e da biomassa residuale di origine agricola e/o agroindustriale, e da colture non alimentari;
- Impianti ausiliari finalizzati alla realizzazione delle tipologie previste ai punti precedenti e impianti di co-generazione per la produzione combinata di elettricità e calore;
- Realizzazione e/o adeguamento di volumi tecnici e strutture necessari all’attività e di quanto necessario all’allacciamento alle linee elettriche.

Nel caso in cui il beneficiario acceda agli incentivi previsti dalla normativa nazionale vigente per la
realizzazione di impianti per la produzione e vendita di energia rinnovabile, sulla base della dichiarazione fornita dallo stesso, sarà applicata una riduzione percentuale dell'aiuto, al fine di rispettare il massimale del 75% previsto dall'operazione.

Spese generali e di progettazione collegate alle spese di cui ai punti precedenti nel limite massimo del
12% dell’importo dell’investimento. Non è ammissibile l’acquisto di attrezzature di seconda mano
nonché quanto previsto e alle condizioni sancite all’art. 13 del Reg. Delegato (UE) n. 807/2014 della
Commissione.

Gli investimenti sono ammissibili all’aiuto alle seguenti condizioni:
- gli impianti non dovranno essere alimentati con biocombustibili o biomasse derivanti da colture dedicate per l’alimentazione umana, ma solo da biomasse di scarto provenienti dall’attività agricola e/o agroindustriale o provenienti dalla cura delle foreste esistenti;
- l’installazione degli impianti che utilizzano l’energia solare venga effettuata esclusivamente sopra
edifici, pensilline, tettoie, e comunque senza consumo di suolo;
- obbligo di produzione di ammendante organico (mediante compostaggio) per gli impianti per la
produzione di biogas: saranno sostenuti esclusivamente gli investimenti che prevedono il compostaggio del digestato ai fini della produzione di ammendante organico;
- il rendimento energetico dell’impianto in termini di MWh/anno termiche deve essere pari o superiore all’85%, ai sensi dell’allegato 2 al D.Lgs.n. 28/2011, esclusa la mera dissipazione;
- l’impianto deve garantire emissioni in atmosfera “poco significative” a norma del D.Lgs. n. 152/2006, art. 272, comma 1;
- l’impianto di cogenerazione per la produzione di energia elettrica da biomassa di scarto deve garantire un utilizzo di energia termica di almeno il 40% dell’energia termica totale prodotta dall’impianto;
- l’energia prodotta dagli impianti realizzati deve essere destinata in prevalenza al mercato, per una quota dunque superiore al 50% ;
- presentazione di accordi di vendita (ovvero preaccordi) sottoscritti al momento della domanda, che
dovranno essere regolarizzati al termine dell’azione finanziata;
-l’impianto per la produzione di energia da biomassa deve avere una potenza inferiore a 1 MW elettrico;
- l’impianto per la produzione di energia da biomassa deve essere realizzato nel rispetto della Direttiva 2009/125/CE (Ecodesign) prevedendo l'adozione di specifici criteri di progettazione, allo scopo di ridurne l'impatto ambientale e migliorarne l'efficienza energetica;
- per gli impianti per la produzione di energia idroelettrica (micro-idrico), in ragione del EU Pilot
6011/2014 idroelettrico dovrà essere fornita documentata dimostrazione di non compromissione della
qualità del corpo idrico interessato dal prelievo, ovvero il non deterioramento dello stato dei singoli
elementi di qualità dei corpi idrici, attraverso la valutazione del potenziale impatto dell'impianto e del
prelievo sul corpo idrico.

La disponibilità deve risultare a pena di inammissibilità da:
a) titolo di proprietà;
b) titolo di usufrutto;
c) contratto di affitto scritto e registrato;
d) atto di conferimento ad una cooperativa di conduzione o a società/consorzio/azienda di gestione;
e) comodato, che preveda la clausola d’irrevocabilità del contratto in deroga all’art. 1809, comma 2 e
art. 1810 del codice civile, per la durata del vincolo;
f) concessione demaniale.


Alcuni Comuni in cui potere fare degli investimenti:

Roccamena, Corleone, Camporeale, Poggioreale, Monreale, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Prizzi, Palazzo Adriano, Salaparuta, Contessa Entellina, Bisacquino, Campofiorito, Giuliana, etc...


Scadenza rilascio della domanda:

31/01/2018


info:
angelo.moscarelli@gmail.com
3886537597

75% a Fondo perduto per Attività Commerciali e B&B in zone rurali (Aree C e D)

Sono in scadenza alcuni interessantissimi bandi per lo sviluppo delle zone rurali.

Infatti il P.S.R. Sicilia, oltre a finanziare progetti per l'agricoltura, finanzia anche progetti per lo sviluppo rurale e per l'ampliamento dei servizi e delle strutture in zona rurale.

Le zone rurali, sono identificate nell'allegato 6 del P.S.R. Sicilia, e sono i Comuni delle Aree C e D, ove è possibile effettuare i seguenti investimenti:

- le attività di B&B;
- la valorizzazione di prodotti artigianali e industriali non compresi nell’Allegato I del Trattato;
- gli interventi per creazione e lo sviluppo di attività commerciali;
- i servizi turistici, servizi ricreativi, di intrattenimento, servizi per l’integrazione sociale in genere, servizi di manutenzione ambientale, per la fruizione di aree naturali quali Natura 2000, Parchi o Riserve.

Tra gli interventi ammissibili in tali contesti, finalizzati alla valorizzazione delle risorse legate al territorio, e caratterizzati da principi quali sostenibilità energetica, ambientale, innovazione tecnologica e servizi dedicati alla persona, possono essere compresi :

- un veicolo fino a 35.000€ collegato all'attività;
- ristrutturazione, recupero, riqualificazione e adeguamento di beni immobili strettamente necessari allo svolgimento esclusivo delle attività di B&B e delle altre attività previste per le imprese extraagricole;
- interventi per la realizzazione di prodotti artigianali ed industriali non compresi nell’Allegato I del Trattato e di punti vendita; -interventi per la creazione e lo sviluppo di servizi turistici, artigianali, ricreativi, commerciali e per l’integrazione sociale in genere, servizi di manutenzione ambientale e per la fruizione di aree naturali quali Natura 2000, Parchi o Riserve;
- interventi finalizzati alla creazione e allo sviluppo di attività in grado di fornire servizi importanti per le popolazioni e alle imprese, come quelli del settore dell’accoglienza;
- interventi nel campo dei servizi di guida ed informazione finalizzati alla fruibilità di musei e beni culturali;
- interventi per la fornitura di servizi di guida ed accompagnamento nella visita turistica di beni paesaggistici, riserve, parchi ed altri elementi naturali;
- interventi in strutture per attività di intrattenimento, divertimento e ristorazione;
- interventi per la fornitura di servizi di digitalizzazione e informatizzazione dedicati ai beni storici, culturali, naturali e paesaggistici;
 - interventi per la fornitura di servizi per allestimenti di esposizioni e performances nelle arti teatrali, visive e musicali;
- interventi per la fornitura di servizi sociali e assistenziali come le attività di riabilitazione e integrazione sociale rivolte prevalentemente ad anziani e soggetti con disabilità, ma anche ad altri soggetti con situazione di svantaggio;
- interventi per la fornitura di servizi educativi per attività di aggregazione destinati a diverse fasce di età;
 - interventi per la fornitura di servizi innovativi inerenti le attività informatiche e le tecnologie di informazione e comunicazione a supporto della popolazione e delle imprese sul territorio.
- interventi per la divulgazione della civiltà rurale attraverso spazi espositivi raccolte di attrezzi ed elementi testimoniali, documentazioni fotografiche, proiezione di filmati multimediali.
L'investimento per lo svolgimento dell'attività di B&B è finanziabile solo se prevista in immobili di proprietà.


Alcuni Comuni in cui potere fare degli investimenti:

In genere i comuni più piccoli e dell'entroterra.
Clicca qui per leggere i Comuni delle Aree C e D 

Intensità dell'aiuto:

- 75% a fondo perduto (iva esclusa) dell'importo di progetto, per un massimo di 200.000,00 € di contributo.

Cosa serve:

- Partita IVA e Camera di Commercio;
- Fascicolo aziendale anagrafico;
- Per il B&B la proprietà (o comproprietà) dell'immobile e la residenza nello stesso;
- 3 preventivi di spesa (riportanti lo sconto applicato, la validità, pagamento a mezzo bonifico, la data, il numero del preventivo, e il dettaglio delle cose preventivate) di arredi, corredi, attrezzature etc...

Scadenza rilascio della domanda:

20/02/2018

News del 19/02/2018

PROROGA SCADENZA AL 18/04/2018


info:
angelo.moscarelli@gmail.com
3886537597

mercoledì 11 ottobre 2017

Agricoltura 5 Stelle Sicilia: versione integrale del programma.

Come è noto, essendo un Agronomo, (clicca per vedere il curriculum vitae)   mi occupo prevalentemente di agricoltura, ed essendomi candidato con il M5S, ho dato il mio contributo per la redazione del programma, ed in particolare della parte che vi allego.

Tra le cose più tecniche: la semplificazione con l'inserimento del consulente fitosanitario a fascicolo aziendale, l'ottimizzazione del SIAN, l'eliminazione dell'attuale iter burocratico per l'assegnazione del gasolio agricolo agevolato, l'introduzione della White list agricola, la borsa merci unica regionale, l'introduzione delle barriere non tariffarie ai prodotti agricoli esteri.


Ecco le nostre proposte:

1. Avvio di politiche volte a risolvere l’insufficiente reddito prodotto dalle aziende
agricole, nonché adozione di soluzioni relative alla difficoltà di commercializzazione dei
prodotti agro-alimentari siciliani . Le statistiche confermano che il comparto agricolo
siciliano non riesce a garantire un reddito adeguato agli operatori del settore. Per modificare
questo dato occorre agire secondo due direttrici, taglio dei costi ed incremento degli utili,
attraverso le seguenti misure:

a. istituzione del marchio di qualit à regionale con indicazione di origine “Qualità Sicura
Sicilia” al fine di assicurare la tracciabilità, certificazione, trasparenza e chiusura delle
varie filiere produttive agro-alimentari, attraverso la redazione di disciplinari a cura
dei produttori nel caso di prodot ti freschi e/o trasformati che non siano già
riconosciuti dall’attuale legislazione comunitaria e/o per prodotti che, per varie
motivazioni, non possiedono i requisiti dei disciplinari di qualità DOP, IGP, STG,
DOCG, DOC, IGT approvati (il Marchio QSS potrà comunque essere aggiunto, quale
marchio ombrello a quello comunitario sulla base del disciplinare riconosciuto DOP,
IGP, STG, DOCG, DOC, IGT );

b. attuazione di una strategia di marketing di prodotti locali certificati con il marchio
Qualità Sicilia Sicura” per rendere il prodotto siciliano più appetibile nel mercato
regionale ed extra-regionale. Alcuni esempi di come si concretizzerà la promozione
del marchio della Regione includono: un programma triennale di marketing approvato
dall’Assessore regionale dell’Agricoltura, azioni promo-pubblicitarie del marchio di
qualità promosse con mezzi finanziari stanziati e altre misure di sostegno promosse
dall’Assessore; campagne informative al consumatore; pubblicazione delle
informazioni contenute nel registro del marchio in un’apposita sezione del sito
istituzionale dell’Assessorato;

c. promozione della tracciabilità trasparente dei prodotti attraverso la creazione di una
piattaforma informatica, con relativa app , al fine di identificare le aree di coltivazione
e trasformazione degli alimenti prodotti in Sicilia in commercio. Ogni singola filiera
produttiva dovrà essere analizzata nelle proprie realtà e problematiche specifiche e
monitorata al fine di individuare, con il coinvolgimento degli attori principali e delle
risorse umane e tecniche a disposizione (imprese, rappresentanze, strumenti
operativi, società partecipate di riferimento, ecc.), la situazione in termini di specifiche
problematiche e soprattutto di qualità e quantità prodotta sia allo stato fresco sia
trasformato;

d. abbattimento dei costi di produzione mediante la rimodulazione dei bandi del PSR
destinati all’ammodernamento aziendale che rendano vantaggioso l’acquisto di beni
mobili ed immobili più sostenibili;

e. creazione della borsa merci unica regionale per fornire dati sempre aggiornati e
trasparenti attraverso un sito e una app appositi;

f. introduzione di barriere non tariffarie all’ingresso dei prodotti agricoli esteri contenenti
sostanze potenzialmente pericolose per la salute (micotossine e agrofarmaci),
nonché semplificazione delle procedure previste dagli attuali protocolli per l’export
soprattutto verso Paesi che impongono barriere fitosanitarie (Cina, Giappone, Stati
Uniti, ecc.);

g. potenziamento della produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare quella in
grado di valorizzare scarti di produzione e il progressivo abbandono dei carburanti
fossili (v. punto Energia);

h. agevolazione e incentivazione di accordi di filiera (art. 82 “Accordo delle filiere
agroalimentari”, della legge regionale n. 11/2010) con accordi quadro condivisi tra
l’Assessorato e le rappresentanze della filiera di riferimento in grado di stabilire
regole generali da applicare a singoli contratti privati stipulati solo tra imprese (senza
alcuna interferenza da parte delle rappresentanze ed istituzioni) in cui si stabiliscano
quantità e prezzi e modalità operative;

i. introduzione di vantaggi nei punteggi dei bandi per l’ammodernamento delle aziende
agricole per chi acquista macchine che utilizzano energia da fonti rinnovabili;

j. supporto istituzionale alla realizzazione di campagne di comunicazione al consumo
basate su tecniche di marketing territoriale e turismo Relazionale integrato, al fine di
stimolare una maggiore domanda di prodotti di qualità di provenienza siciliana, che
verranno legati anche al patrimonio ambientale, culturale, artistico, privilegiando
sistemi di distribuzione a corto raggio da un lato e che siano in grado di supportare le
imprese nei percorsi di internazionalizzazione dall’altro;

k. previsione di una fiscalità di vantaggio, nei limiti delle competenze regionali,
attraverso l’applicazione della legge n. 33/2009 per agevolazioni fiscali e
semplificazioni amministrative a favore delle aggregazioni consortili;

l. rivisitazione del credito agevolato, attraverso I ’ Istituto Regionale per gli Investimenti
unico, sia per quanto riguarda il credito di esercizio, sia per quanto riguarda le
anticipazioni per le aziende inserite nelle graduatorie relative ai bandi;

m. rilancio e riorganizzazione dei Mercati Ortofrutticoli ;

n. miglioramento della rete viaria e garanzia di infrastrutture più idonee al trasporto di
persone, mezzi e merci (v. punto Trasporti );

o. avvio di un’interlocuzione con lo Stato, ai fini dell’applicazione del principio di
Insularità ( già riconosciuta dal parlamento Europeo alla Sicilia ed alla Sardegna) per
ottenere compensazioni su condizioni svantaggiose, quali costi dell’energia e dei
trasporti;

2. avvio di politiche volte a risolvere le problematiche relative all’offerta insufficiente,
all'interno della nostra Regione, di alimenti provenienti da coltivazioni e allevamenti
siciliani e alla mancata chiusura delle filiere agro-alimentari. Le materie prime prodotte
e coltivate in Sicilia difficilmente vengono trasformate in prodotti finiti all’interno del territorio
della nostra Regione. Inoltre, la scarsa capacità aggregativa delle realtà produttive è un altro
fattore negativo che se superato, consentirebbe di raggiungere una maggiore competitività
sui mercati. Pertanto, si ritiene necessario, assicurare tracciabilità, certificazione,
trasparenza e chiusura delle varie filiere produttive agro-alimentari. Occorre sviluppare e
promuovere sinergia nel processo di programmazione, qualificazione e vendita dei prodotti
agricoli nella Regione Siciliana. Ciò si ottiene con:

a. promozione degli accordi di filiera per facilitare i rapporti commerciali e gli scambi sia
tra i settori agricoli e zootecnici, sia tra la ristorazione collettiva pubblica e
l'agro-industria;

b. utilizzo di prodotti biologici, tipici, tradizionali e di qualità nelle mense pubbliche
scolastiche ed ospedaliere della Regione siciliana e realizzazione di campagne
informative per cittadini al fine di stimolare una maggiore domanda di prodotti di
qualità, privilegiando sistemi di distribuzione a corto raggio;

c. approvazione di un piano di tutela e valorizzazione delle sementi antiche siciliane e
della biodiversità in generale per tutte le produzioni;

d. riorganizzazione del sistema degli Istituti e Consorzi di ricerca scientifica in
agricoltura, al fine di favorire gli investimenti nella ricerca maggiormente rispondenti
alle esigenze delle aziende e della strategia regionale ed il trasferimento delle
risultanze della ricerca al mondo imprenditoriale che necessita di innovazione sia di
prodotto che di processo ;

e. adozione di un piano regionale del Cibo;

f. analisi delle problematiche delle filiere (es. fitosanitarie, di mercato, di organizzazione
complessiva, ecc.) e delle singole potenzialità di riferimento, nonché trovare le
soluzioni più appropriate al rafforzamento della stessa;

g. avvio di decisi e opportuni solleciti nei confronti dello Stato e Istituzioni competenti, al
fine di prevedere per i trasformati (partendo da quanto già regolamentato per il latte
e i suoi derivati, pasta e riso) l’indicazione in etichetta, in maniera chiara, visibile,
facilmente leggibile e indelebile, il Paese di coltivazione delle produzioni e il Paese di
trasformazione o ri-lavorazione delle stesse;

h. sostegno, con azioni specifiche, degli strumenti a disposizione delle singole filiere, a
partire dai Consorzi di Tutela delle produzioni IGP, DOP, DOCG, DOC, IGT e
Biologiche, incentivando, altresì, azioni di connessione con gli altri strumenti di
riferimento della stessa filiera (quali Distretti, GAL, GAC, Reti, OP, ecc...), in modo da
incrementare il numero delle aziende certificate attraverso meccanismi incentivanti;

i. agevolazione, supporto e incentivazione, anche con forme di premialità nei punteggi
dei bandi PSR, di tutte le forme di aggregazione orizzontale e trasversale tra le
imprese (Reti, Cooperative, OP, Distretti, ecc...);

j. rilancio delle pratiche di aggregazione consortile;

k. implementazione della filiera corta, attraverso l’agevolazione della micro, piccola e
media impresa, affinché gli sia dia la possibilità di produrre e vendere i propri prodotti
tramite un processo di semplificazione burocratica, tenendo sempre sotto controllo la
tutela del consumatore, attraverso la realizzazione di disciplinari e la sopra citata
creazione di un marchio regionale di qualità. Vista l’enorme sofferenza del reparto
zootecnico questa norma serve a sostenere le micro, piccole e medie imprese, nel
rispetto dei contenuti dei Reg. CE 852/2004 e 853/2004, per la lavorazione e il
confezionamento di quantità limitate di prodotti zootecnici di propria produzione,
attraverso la vendita diretta, nell'ambito del territorio regionale e con particolare
riguardo alla salvaguardia delle norme sulla Sicurezza Alimentare;

3. avvio di azioni volte a risolvere l’inefficiente gestione del Piano di Sviluppo Rurale .
Nell’ambito della programmazione delle risorse FEASR, per il periodo 2014-2020, alla
Regione Siciliana sono state assegnate risorse pari a € 2.212.747.000, con un incremento di
oltre 27 milioni di euro rispetto alla dotazione iniziale del PSR Sicilia 2007-2013. Questo
dato, da cui partire per pianificare la programmazione del periodo 2014-2020, fa della Sicilia
la regione d’Italia a cui è stata assegnata la maggior dotazione finanziaria a livello nazionale.

Si propone:
a. ottimizzazione dell’uso delle risorse comunitarie per una gestione e utilizzo dei fondi
seria, efficiente e lungimirante. Solo così, le risorse potranno incentivare l'agricoltura
sostenibile e naturale, tenendo conto delle variegate realtà geografiche, produttive ed
imprenditoriali siciliane (v. punto Gestione Fondi Europei) ;

b. miglioramento della funzionalità del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN)
attraverso un maggiore coordinamento con lo Stato centrale, affinché la piattaforma
possa diventare più “user friendly” e contenga la minore presenza possibile di bug;

c. eliminazione progressiva di tutta la documentazione amministrativa in formato
cartaceo. Per la presentazione documentale verrà stipulata una convenzione tra i
Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) e l'assessorato agricoltura, per la ricezione
dei documenti digitali attraverso la piattaforma www.impresainungiorno.gov.it ;

d. promozione della semplificazione per tutte le autorizzazioni SIAN ed eliminazione
progressiva del mandato cartaceo;

e. ottimizzazione della gestione delle risorse del PSR e degli altri strumenti per
raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e aiutare giovani e imprese operanti in
condizioni svantaggiate;

f. valutazione dell’opportunità di attivazione di una agenzia siciliana per i pagamenti dei
contributi e dei finanziamenti in agricoltura, al fine di rendere più fluida e rapida la
gestione degli stessi;

g. elaborazione di un piano di comunicazione cartaceo e web sulla programmazione e
sulla specificità dei bandi al fine di rendere più efficace, fluido e democratico
l’accesso all’informazione da parte di aziende e tecnici;

h. eliminazione dell’attuale iter burocratico per l’assegnazione dei litri di gasolio agricolo
agevolato, sostituendo lo stesso con una elaborazione automatica da SIAN;

i. incentivazione (con importanti premialità sui punteggi nei bandi) della certificazione
volontaria delle imprese sui marchi di qualità e percorsi etici;

4. avvio di soluzioni rivolte all’inadeguato livello di formazione e di supporto tecnico
alle aziende . Fra le quali:

a. promozione di programmi di formazione seria e di supporto tecnico reale alle aziende
agricole in tutta la Regione su tematiche poste alla base della strategia regionale
(cooperazione, marketing, tecniche agronomiche, gestione dell’ambiente, utilizzo
fondi pubblici, utilizzo delle TIC, lingue straniere, ecc.) e introduzione del corso di
conduzione aziendale unico (omnicomprensivo di RSPP, primo soccorso,
fitosanitario etc);

b. inserimento del Consulente Fitosanitario a Fascicolo aziendale;

c. utilizzo ottimale delle risorse umane tecniche interne all’amministrazione, in
particolare modo degli Uffici Intercomunali Agricoltura - UIA - nell’attività di
divulgazione nei territori;

5. avvio di azioni volte a risolvere la mancata tutela e valorizzazione del settore
zootecnico. Fra le quali:

a. garanzia di controlli a tutte le aziende zootecniche siciliane;

b. sostegno per l'avviamento di giovani agricoltori e giovani imprese anche nel campo
zootecnico e della pesca;

c. istituzione di un pagamento compensativo per le zone agricole di natura 2000, le
zone montane, altre zone soggette a vincoli naturalistici e zone soggette a vincoli
specifici;

6. avvio di politiche volte al contrasto dell’emigrazione dalla Sicilia e abbandono terreni
agricoli . Secondo il rapporto Migrantes del 2016, la Sicilia è la regione con il maggior
numero di espatriati. Sono migliaia i siciliani, sempre più spesso giovani, che lasciano l’isola.
A questo problema se ne affianca un altro: l’abbandono dei terreni agricoli. Cosa fare:

a. a ttuazione de “La Banca della Terra” in Sicilia (concessione di terreni abbandonati o
in disuso in favore di imprenditori agricoli e giovani);

b. incremento delle politiche di diversificazione e potenziamento degli strumenti che
incentivino l’avvio delle attività, agricole e non, in aree rurali svantaggiate, specie in
quelle a rischio spopolamento;

c. creazione di centri di ricerca, studio e aggregazione, attraverso il recupero di
immobili in zone svantaggiate, specie se a rischio spopolamento;

7. adozione di politiche volte alla soluzione delle problematiche relative alle
insufficienti risorse idriche . Il presente problema è causato in primo luogo dalla gestione
delle risorse idriche. In secondo luogo dalle pessime condizione delle condutture e delle
dighe. L’insufficienza delle risorse idriche nell’Isola si ripercuote anche nel settore agricolo.
Per tali ragioni si propone:

a. riforma del sistema idrico integrato;

b. ristrutturazione e ampliamento delle reti idriche sottese ai grossi invasi;

c. previsione di incentivi economici alle aziende e imprese della filiera agricola che
adottano misure per un uso efficiente e sostenibile delle risorse idriche, come ad
esempio il risparmio idrico, il riutilizzo delle acque, ecc...

8. avvio di misure atte alla riforma, nonché efficientamento, dei Consorzi di bonifica ,
istituiti al fine di promuovere ed organizzare la bonifica come mezzo permanente di difesa,
conservazione, valorizzazione e tutela del suolo, tutela delle acque e salvaguardia
dell’ambiente. Le predette funzioni di interesse pubblico oggi sono snaturate dalla mancanza
di programmazione e dalla costante diminuzione dei trasferimenti regionali, che ha, pertanto,
generato lo stato di forte crisi in cui versano i Consorzi. In tale contesto le proposte del
Movimento 5 Stelle si possono così sintetizzare:

a. abolizione dell’art. 47, comma 11, della legge regionale n. 9/2015, laddove
subordina l’erogazione dei servizi consortili all’immediata regolarizzazione delle
morosità afferenti l’anno 2014 ed altre due annualità pregresse, e dove, inoltre,
prescrive una graduale decurtazione del contributo a carico della Regione Siciliana,
senza una reale programmazione. Dette disposizioni, infatti, hanno comportato una
paralisi delle attività di gestione e manutenzione degli impianti Consortili, e il rincaro
abnorme in capo agli agricoltori, fino al 422%, delle quote associative, oltre a esosi
canoni irrigui e scarsa puntualità nella somministrazione delle risorse idriche;

b. accorpamento degli 11 consorzi isolani in due strutture, Orientale ed Occidentale, al
fine di una concreta razionalizzazione delle spese e al rinnovo dei vertici attraverso le
elezioni con conseguente rimozione delle figure commissariali;

c. previsione, parallelamente all’applicazione della legge regionale n. 5/2014, del
riordino delle figure professionali presenti presso i consorzi al fine di creare degli
uffici territoriali siti nei comuni che svolgono attività di back e front office a sostegno
delle esigenze degli agricoltori, per tutti gli adempimenti connessi alle attività
agricole;

d. agevolazione, nel rispetto delle leggi in vigore, della soluzione di eventuali
controversie fra consorziati e consorzi attraverso l’attività conciliativa;

e. revisione delle concessioni d’uso delle dighe e dei bacini al fine di verificare se il
concessionario stia rispettando le condizioni contenute nell’accordo relative alla
funzionalità e alla sicurezza delle dighe e dei bacini di cui sopra;

f. attraverso l’uso dei fondi previsti nella programmazione ( Fondo di Sviluppo e
Coesione , patto del Sud e fondi nazionali già stanziati) pianificare, programmare ed
attuare gli interventi che rivestono preminente interesse generale per la sicurezza
territoriale e per lo sviluppo economico dei comprensori agricoli, e in particolare:
- efficientamento della rete idraulica, irrigua ed idrica, attraverso la manutenzione
ordinaria e straordinaria delle opere e degli impianti;
- manutenzione delle strade agricole;
- manutenzione delle dighe e dei canali di irrigazione e di scolo;

9. adozione di misure volte a risolvere l’insufficiente attenzione all’impatto ambientale
del comparto agricolo . L’agricoltura industriale si basa sulla coltivazione intensiva, tesa
alla massima produttività per unità di superficie. Si avvale di input energetici e chimici, tra cui
un elevato utilizzo di pesticidi, che hanno stravolto le tradizionali pratiche agrarie e
contribuito a determinare un grave impatto ambientale in Sicilia (inclusa la desertificazione
del suolo ed il dissesto idrogeologico). Inoltre, la biodiversità siciliana, le ricchezze agricole e
naturalistiche della nostra isola, sono messe a rischio dall'introduzione all'interno della
nostra Regione di organismi parassiti e/o patogeni alieni (le specie viventi animali, vegetali,
o funghi, batteri e virus) che, a causa dell'azione dell'uomo, si trovano ad abitare e
colonizzare un territorio diverso dalla loro area di origine. Come tutelare al meglio
l’ambiente:

a. limitazione dell’impiego di sostanze diserbanti chimiche in ambito agricolo;

b. incentivazione all’utilizzo del packaging compostabile per gli alimenti e per i mezzi
tecnici destinati alle produzioni agroalimentari (laddove surrogabili);

c. incremento della sostenibilità ambientale attraverso l’iniziale abbattimento di sprechi
di agrofarmaci ed il progressivo abbandono di formulate, sia di sintesi che di
estrazione naturale, che possano precludere la genuinità di un alimento;

d. inserimento del Consulente fitosanitario e applicazione del Piano d’Azione Nazionale
(PAN) e del disciplinare di lotta integrata obbligatoria, attraverso il rafforzamento dei
controlli;

e. spinta all’armonizzazione fitosanitaria, per l'utilizzo di alcuni principi attivi tra i diversi
Paesi EU;

f. interlocuzione con le Istituzioni competenti al fine di raggiungere l’armonizzazione in
materia di agrofarmaci;

g. approccio programmatico per la prevenzione del rischio idrogeologico;

h. reazione di un Osservatorio permanente a tutela della biodiversità in Sicilia;

i. introduzione di misure premiali per chi contrasta la desertificazione ed l’erosione del
suolo;

j. promozione di maggiori interconnessioni ecologiche delle aree naturali siciliane
protette con le aree agricole siciliane;

k. realizzazione di un piano di gestione forestale e azioni di tutela e incentivazione delle
foreste e della biodiversità;

l. applicazione dei principi dell’Economia Circolare;

m. recupero e riciclo virtuoso dei materiali di demolizione per la ristrutturazione di
viabilità rurale;

10. avvio di misure volte al contrasto della diffusione sempre maggiore di agromafie,
caporalato e contraffazione alimentare . Il “caporalato” è il fenomeno di intermediazione
illegale tra lavoratore e datore di lavoro. I caporali sono coloro che reclutano manodopera
per impiegarla presso terzi in condizioni di sfruttamento. Il fenomeno interessa
prevalentemente il settore agricolo, ma può registrarsi anche nell’edilizia. La repressione del
caporalato è fondamentale, ma non sufficiente a debellare il fenomeno. La Regione deve
attuare delle misure per promuovere una cultura contro il caporalato in ambito agricolo,
prendendo spunto dalle regioni italiane virtuose, come la Puglia. Cosa fare:

a. rilancio, attraverso una preventiva disamina puntuale della funzione di controllo, del
Corpo Forestale della Regione;

b. stipula di un protocollo di intesa, tra le istituzioni regionali e le organizzazioni
sindacali e di categorie delle imprese agricole, avente ad oggetto la gestione delle
liste di prenotazione in agricoltura al fine di favorire l'incrocio tra domanda e offerta di
lavoro in agricoltura e di snellire la gestione delle liste di prenotazione della Regione
Siciliana per combattere il lavoro nero nei campi e incentivare le assunzioni legali di
braccianti, stranieri e non;

c. approvazione di un disciplinare per un bollino etico, da associare al “Marchio Qualità
Sicura Sicilia”, che garantisca il rispetto di standard etici da parte di aziende agricole;

d. approvazione un Piano d'azione sperimentale per l'accoglienza dignitosa ed il lavoro
regolare dei lavoratori, migranti e non, in agricoltura, che preveda anche un sistema
di formazione specifica;

e. i ntroduzione di una White-list Agricola per eliminare la possibilità di presentazione
delle domande di aiuto su SIAN alle imprese agricole in odor di mafia;

f. sostegno a tutte le forme di agricoltura sociale in connessione alle attività
multifunzionale dell’impresa agricola e cooperazione.