mercoledì 2 novembre 2016

Prezzo del Grano duro in salita, ma non grazie alla fregatura del decreto grano.

Il prezzo del grano riprende un pò quota, dopo il lungo stallo a 0,16 - 0,17 per l'agricoltore, oggi siamo già a 0,20 abbondanti a Palermo e quasi a 0,22 a Bologna.
Ma ciò è puramente un fenomeno di mercato, non certo, come sostengono alcuni, merito dell'intervento del governo col decreto grano duro, che di seguito analizzo.

(Grafico di mia elaborazione, Fonte dei prezzi la camera di commercio di catania)

Qui un estratto del "Terra e Vita" sul decreto grano duro:
"La crisi del grano duro picchia forte, con una stagnazione del mercato che dobbiamo tornare a luglio 2010 per riscontrare prezzi così bassi.
Il prezzo del grano duro è sceso da 315 euro/ton del luglio 2015 a 178 euro/ton del settembre 2016 (Fonte: Ismea). In pratica i prezzi si sono quasi dimezzati. La crisi del mercato deriva da un raccolto mondiale eccezionale, ma l’Italia sconta anche una cronica debolezza strutturale nella scarsa capacità di organizzare l’offerta nazionale.
Per affrontare questa situazione, il Governo nazionale ha cercato di trovare una risposta, seppure parziale: un fondo di 10 milioni di euro, che consentirà di erogare un aiuto fino a 100 euro/ha (per un massimo di 50 ettari) a favore degli agricoltori che sottoscrivono contratti di filiera del grano duro.
Il sostegno al comparto cerealicolo.
Nel decreto legge “enti locali” dello scorso luglio è stato inserito un fondo di 10 milioni di euro destinato ad interventi a sostegno del comparto cerealicolo (articolo 23-bis del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160).
L’attuazione di questo fondo richiede un decreto emanato dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
La Conferenza Stato-Regioni del 30 settembre 2016 ha approvato il decreto ministeriale che fissa criteri e modalità di ripartizione delle risorse del fondo di 10 milioni di euro."

Ma è opportuno osservare che:
- in italia si coltivano circa 1,5 milioni di ettari a grano duro.
- il fondo di dotazione è di soli 10 milioni di euro, che garantisce dunque 100 euro a ettaro se i richiedenti sono fino a 100.000 ettari ovvero il 6,6% delle superfici.
- a esaurimento del fondo, si suddivideranno i fondi in egual modo tra tutti, quindi se per esempio a chiedere aiuto mediante questi contratti fossero un terzo delle aziende, in realtà il premio a ettaro sarebbe di 20€ a ettaro.
- per partecipare l'agricoltore è obbligato ad acquistare seme certificato con una maggiorazione di costo a ettaro media di € 25 (variabile), o addirittura di almeno 100 euro se si potesse usare grano da rimonta prodotto in azienda l'anno prima.
- se sei fortunato, chiedi aiuto, siete aziende per massimo 100.000 ettari, riuscendo ad arrivare ai famosi 100€ ad ettaro, ma piuttosto che usare da seme il grano prodotto l'anno prima, devi acquistare certificato, spenderai sempre più di quanto hai ricevuto.
- se il prezzo sale hai un contratto vincolante e perdi soldi.
- quasi quasi speri che il prezzo scenda o si mantenga ai livelli a cui hai fatto il contratto.
Dunque il governo farebbe bene a prendere iniziative diverse piuttosto che spendere soldi in maniera poco intelligente, che di certo non aiutano l'economia dell'agricoltore, ma solo delle aziende sementiere, e forse della qualità delle produzioni delle aziende di trasformazioni alle quali è comunque consentito effettuare bland.
Avrebbe potuto, ad esempio, spendere quei soldi investendoli in controlli sulle navi cargo per stanare partite con micotossine sopra i livelli sogli stabiliti dal Reg. UE 1881/06, oppure in ricerca e politica per mettere quante più barriere non tariffarie possibili (concentrazione di glifosate e micotossine) ai fini della riduzione dell'offerta nel mercato interno per via di riduzione di importazioni dall'estero.
Ciò a tutela di economia interna e della salute, senza corrodere i rapporti internazionali.

lunedì 24 ottobre 2016

PSR in pillole: sottomisura 6.4 finanziamenti per agriturismi, fattorie didattiche e attività di diversificazione

Tra le tante prospettive della nuova programmazione, poniamo un focus sulla sottomisura 6.4, che finanzia le attività di diversificazione della produzione di reddito delle attività agricole, mediante l'esercizio di attività connesse all'agricoltura come le attività agrituristiche, le fattorie didattiche, la produzione di energia rinnovabile.

Ecco le diverse opzioni possibili in funzione della tipologia aziendale:

Contributo economico
Per l’avvio sono previsti degli aiuti alle start up e ai giovani se si accoppiano le sottomisure 6.2 e 6.1:

- 20.000€ a fondo perduto per ogni socio + 70% (Pacchetto start up + pacchetto giovani - sotto i 40 anni)
- 45% per attività agrituistiche di persone sopra i 40 anni
- 70% delle spese sostenute (se pacchetto giovani soltanto)

Il sostegno potrà essere concesso con le seguenti aliquote:
- per le attività di agriturismo e di turismo rurale con un’intensità di aiuto del 45%;
- per le attività di trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli nelle zone rurali: con
un’intensità di aiuto del 50% .
- per le attività di produzione di energia rinnovabile, il sostegno previsto può essere concesso con gli aiuti “de minimis” con un’intensità di aiuto del 75%.
Inoltre, in alternativa a di quanto sopra, il sostegno previsto in tutta l’operazione e può essere concesso con gli aiuti “de minimis” con un’intensità di aiuto del 75%.
Nel caso di applicazione del regime de minimis l’importo complessivo dell’aiuto concesso ad un’impresa unica non può superare i 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari.

Per gli specifici regimi di aiuto si rimanda a quanto riportato nel cap. 13 del Programma.
Nel caso in cui l’operazione concorra alla realizzazione del pacchetto giovani agricoltori insieme, oltre che alla operazione 6.1, anche ad almeno una operazione di un’altra misura del Programma, si applicheranno le condizioni previste per i progetti integrati in tal caso l’aliquota sarà pari al 70% (cfr. Art. 11. 3, Reg. UE 808/2014).

Beneficiari
Agricoltori o coadiuvanti familiari.
Può essere considerata "coadiuvante familiare" qualsiasi persona fisica o giuridica o un gruppo di persone
fisiche o giuridiche, qualunque sia la natura giuridica attribuita al gruppo e ai suoi componenti
dall'ordinamento nazionale, ad esclusione dei lavoratori agricoli. Qualora sia una persona giuridica o un gruppo di persone giuridiche, il coadiuvante familiare deve esercitare un'attività agricola nell'azienda al momento della presentazione della domanda di sostegno.

Spese ammissibili
Sono ammissibili le seguenti spese:
- ristrutturazione, recupero, riqualificazione e adeguamento di fabbricati e manufatti aziendali esistenti, e delle relative aree di pertinenza;
- acquisto di nuovi macchinari, attrezzature e mobilio da destinare allo svolgimento degli interventi di
progetto;
- acquisto di hardware e software finalizzati alla gestione delle attività extra-agricole;
- realizzazione siti internet e di tutte le nuove forme di promozione online, ad esclusione dei costi di
gestione;
- l’installazione e ripristino di impianti termici e telefonici dei fabbricati, nonché la realizzazione di servizi e dotazioni durevoli necessari per l’attività da realizzare;
- realizzazione di opere connesse al superamento di barriere architettoniche e di prevenzione dei rischi, rientranti nelle spese riguardanti il miglioramento del bene immobile, con conseguente innalzamento del livello di fruibilità;
- opere e attrezzature connesse alle attività da realizzare: supporti audio-visivi e multimediali, cartelloni, mini laboratori da campo, kit didattici, arredi, allestimento di locali e spazi per la degustazione e assaggio di prodotti realizzati in azienda, punti commerciali aziendali destinati alla vendita di prodotti prevalentemente realizzati dall’impresa, giardini didattici;
- centrali termiche con caldaie alimentate prevalentemente a cippato o a pellets;
- impianti ausiliari finalizzati alla realizzazione delle tipologie previste ai punti precedenti e impianti di cogenerazione per la produzione combinata di elettricità e calore da fotovoltaico e minieolico con percentuale minima utilizzata di cogenerazione termica non inferiore al 40% (cfr. art. 13 Reg. UE 807/2014). spese generali e di progettazione collegate alle spese di cui ai punti precedenti nel limite massimo del 12%dell’importo dell’investimento.





sabato 8 ottobre 2016

Gli agricoltori di Roccamena potranno ricevere il 70% dei finanziamenti per la misura 4.1 del PSR.

Tutti ci sfottono per via del fatto che Roccamena è un paesino piccolo, piccolissimo.
Una volta tanto ridiamo noi.

Infatti nelle disposizioni attuative della misura 4.1, che prevede l'ammodernamento delle aziende agricole con interventi per acquisto e/o realizzazione di fabbricati rurali, acquisto macchine agricole, acquisto sofware e hardware informatici per la gestione aziendale, finanziamenti per energie rinnovabili e molto altro (clicca qui per conoscere i requisiti per i finanziamenti) , si prevede un finanziamento al 70% anche per i non giovani in "zone montane, zone soggette a vincoli naturali significativi diverse dalle zone montane e zone soggette ad altri vincoli specifici (allegato 1 al PSR)".

Proprio in quell'allegato del PSR rientra il comune di Roccamena tra le zone svantaggiate a rischio spopolamento, e dunque le aziende che qui ricadono sono identificabili in zone soggette a vincoli specifici di cui all'allegato 1 del PSR (cliccando trovi l'elenco degli altri comuni).

Per cui se hai un'azienda agricola e non hai meno di 40 anni, puoi comunque usufruire del 70% dei contributi per il progetto redatto da tuo Agronomo.

Altri comuni nei dintorni che possono usufruire del 70% di finanziamento per gli over 40 sono:
- Bisacquino;
. Campofiorito;
- Contessa Entellina;
- Corleone;
- Monreale;
- San Giuseppe Jato;

Per via del fatto che risultano elencati come totalmente o parzialmente montani.

giovedì 6 ottobre 2016

Revisione obbligatoria per le irroratrici dal 26 Novembre 2016.

In realtà più che di una revisione obbligatoria, dovremmo parlare di un controllo funzionale delle stesse.
Difatti è un obbligo di legge, e in quanto tale se non rispettato punibile e sanzionabile.
Tutte le irroratrici (atomizzatori, barre e a quanto pare anche i "casotti") dovranno essere certificate per il "Controllo Funzionale", detto in gergo revisione.
Nella slide, tratta da un sito di una officina autorizzata, ci sono i punti da verificare.
Anche un serbatoio artigianale vecchio può essere messo a norma mediante gli interventi delle officine autorizzate.
Per le macchine che rispettano tutti i parametri del controllo il costo fisso è di 100 euro, mentre per quelle da mettere a norma il costo lievita in funzione degli interventi da effettuare, nei quali si deve pagare il materiale montato e la manodopera.




Ricordo inoltre che oggi la tecnologia per le macchine irroratrici è molto spinta e si potrebbe suggerire un acquisto di una macchina di nuova generazione.
Il PSR con la misura 4.1 prevede un ammodernamento delle aziende e permette l'acquisto di macchine irroratrici di nuova concezione finanziabili fino al 70%.


domenica 31 luglio 2016

Ecco perché la #SULLA è la migliore scelta per la successione colturale:

La sulla, Sulla coronaria, è una pianta straordinaria.
Essa è una leguminose foraggera che spesso cresce spontanea in Sicilia, caratterizzata dai fiori color porpora che in primavera colorano le campagne siciliane.



I campi di sulla sono habitat naturali perfetti per la fauna, soprattutto entomologia, e deliziano diversi ruminanti (in primis gli ovini, tanto è vero che c'è il detto "comu na pecura nta sudda ").

Con la sulla si può pensare al pascolo, per via del ricaccio, o alla produzione di fieno, di miele o di granella.

I costi di gestione sono davvero irrisori, in quanto è consigliabile seminarla su sodo o con una minima lavorazione dello strato superficiale, spendendo non più di 150€ per ettaro, comprensivo di seme, e non richiede diserbi o concimazioni.
Costi che vanno dimezzati per via della caratteristica di specie biennale.
I ricavi si attestano mediamente attorno ai 500 - 600 euro per ettaro, garantendo un ricavo netto unitario di circa 400-500 €.

È una coltura green, che soddisfa i requisiti chiesti dalla UE per l'attribuzione del supplemento del greening.

Gli animali stanno meglio e le produzioni lattiero-casearie sono di maggiore qualità se il bestiame si nutre di sulla.

Vi consiglio di acquistarla presso l'azienda più specializzata in Italia sulla produzione e commercializzazione di Granella di sulla in guscio o sgusciata:

www.aziendaagricolamoscarelli.it

In foto un conto orientativo sulla situazione degli agricoltori in Sicilia che vedono pagato il proprio grano a 0.15 € al Kg.



Il prezzo che aveva quarant'anni fa quando "trecento lire" avevano un valore e quando il prezzo dei mezzi tecnici era irrisorio.

Eppure gli stessi agricoltori acquistano il pane e la pasta sempre allo stesso prezzo.

Eppure la regione non adotta nessuna politica per tentare un rialzo, intervenendo ad esempio sulle importazioni di duro estero che si potrebbero limitare facendo campionamenti e analisi seri su micotossine e glifosato presenti.

In tutto questo ancora mancano:

- una borsa merci unica siciliana gestita con serietà dall'ente pubblico;
- par condicio tra i nostri produttori e i produttori che importano;
- una legge regionale più stringente in materia di micotossine, con valori attualizzati a quelli dell'OMS;
- una legge regionale che imponga il divieto assoluto di ingresso materie prime contaminate da glifosato, così da bloccare canadesi e ucraini;
- la costituzione di una IGP Grano Duro Siciliano per cui si possa valorizzare il nostro prodotto a micotossine zero;

Ovviamente il problema è politico.
Il nostro assessore all'agricoltura è un impiegato INPS che pensa alla sua campagna elettorale piuttosto che ai problemi.
Prolunga i contatti ai Forestali, che poverini restano senza lavoro, ma si dimentica dei padri di famiglia che buttano sangue da un anno e non guadagnano niente con questi prezzi.
Prima di lui diversi avvocati completamente incompetenti, quasi quanto l'attuale che li supera, in materia.

Quando daremo l'agricoltura ad un agronomo o a uno del settore forse cominceremo a vedere un pò di luce.

mercoledì 29 giugno 2016

Giugno 2016 nero per i granicoltori: calamità naturali e crollo del prezzo del grano duro.

Si sentiva già nell'aria da tempo. Il prezzo del duro ha perso sempre più quota nell'ultimo mese.
Ma dopo il forte scirocco del 16 giugno e le grandinate, seguite dai 40 mm di pioggia, gli agricoltori non finiscono di essere martoriati.

ISMEA oggi riporta il prezzo riferito a giorno 23 Giugno, ma già nell'aria si sente parlare del nuovo ribasso.
Il prezzo del duro crolla in direzione dei minimi storici, attestandosi sui 18 €/q.le (fonte non ufficiale, bisogna aspettare l'aggiornamento ISMEA).

Nonostante ciò, continuiamo a fare arrivare navi e navi di grano estero, ingolfando i mercati la cui offerta è satura dalla disperazione dei granicoltori.
In questo momento fare una stretta sulle importazioni, passandole a severi controlli su contaminazione da micotossine e da glifosato, mandando indietro le potenziali partite contaminate, potrebbe alleggerire il carico sull'offerta e fare salire un pò il prezzo a parità della rigida domanda.

Cliccando su questo link potrete verificare gli aggiornamenti di ISMEA per la piazza di Palermo.